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Il Catasto onciario di Pennapiedimonte

  • 12 Aprile 2012

Il Catasto Onciario ci trasmette notizie importanti sull’abitato di Pennapiedimonte nell’anno 1748: in quest’anno l’Abruzzo faceva parte del Regno di Napoli, affidato dal 1738 alla dinastia dei Borbone con la Pace di Vienna. I territori sono gestiti con il sistema feudale e la popolazione dell’abitato si presenta come abbastanza omogenea: le famiglie sono numerose, poche sono composte da soli tre o quattro membri e tutte sono di stampo patriarcale. Il volume è corredato da piantine in scala riguardanti la datazione degli edifici, la distribuzione della popolazione, il patrimonio edilizio e la raffigurazione di un frantoio settecentesco in pianta ed in sezione. L’Appendice è dedicata alla riscoperta del Parco naturale della Cave sito nella parte più alta del paese, attraverso il quale si vuole attivare un percorso escursionistico-turistico rivalutando sia l’antico mestiere dello scalpellino, in via di estinzione, sia i manufatti in pietra, la loro lavorazione e l’estrazione della materia prima.

Indice del volume
Saluto del Sindaco Carlo Di Santo;
Pennapiedimonte. Un’analisi storica per un progetto di recupero urbanistico di Rocco Di Ciero e Rosalba Silvia Scirè;
La civiltà migrante; Relazioni sulle reintegre di Angelo Di Fino;
L’aspetto urbanistico attuale;
Proposta di recupero;
Appendice A: Parco delle Cave. Museo all’aperto nei luoghi di lavoro degli scalpellini di Penna.